Home Botteghe Casa Wiwa
Casa Wiwa PDF Stampa E-mail
Scritto da Juan Saavedra   
Martedì 26 Agosto 2008 00:51

 

Consumo. Non si può sfuggire da questo imperativo. Ovunque andiamo ci raggiunge con la sua mano proterva. Ci dicono che dobbiamo consumare, che l’economia deve girare.
Eco-nomia: amministrazione della casa.
Il dubbio amletico è che questa casa, che è il cosmo, sia sempre più stretta e che noi (umanità) siamo sempre meno in grado di amministrarla in maniera tale da conservarla per la nostra discendenza. Allora? Allora vogliamo imparare a convivere con il nostro lato oscuro. Vogliamo poter rispondere che abbiamo cercato. Altre vie, altri tempi, altre essenze. Non per il gusto della novità, bensì perché sappiamo di non essere perfetti neanche nella nostra alterità. Non diamo sicurezze; non siamo certi fino in fondo se sia meglio un prodotto usato piuttosto che uno nuovo di un artigiano locale, piuttosto che di una cooperativa sociale o biologico, o ecologico o del commercio equo e solidale. Quel che sappiamo è che ognuno di questi è un tentativo di amministrare meglio “Oikos”, il cosmo, la nostra Casa. Al dialogo comunitario e alla ricerca personale la via di fuga da possibili, facili, omologanti ricette.
Potete vedere una galleria fotografica qui.

Laboratorio emporio di economie conviviali

Questo progetto intende essere una delle possibili ipotesi di messa in atto di un luogo di aggregazione, di un “distretto” di reti di economia solidale. Intendiamo prendere spunto da esperienze già presenti in altre realtà e in altri contesti, e adattare le istanze commerciali e relazionali a quelli che sono i criteri per noi a impatto socioambientale positivo:

Equo e Solidale – Bio/ecologico – Cooperativa sociale – Riuso/Riciclo – Risparmio energetico – Acqua

Si intende concretizzare questa possibilità sulla realtà territoriale del nord ovest italiano. In questo ambizioso lavoro abbiamo cercato di coniugare la scrupolosità di un progetto commerciale con le istanze di solidarietà e di risposte creative alle logiche di mercato. Le mappe e i nodi delle reti vengono realizzate già da altri soggetti (Laboratori per le Economie Conviviali); a noi il compito di valorizzare i possibili legami e le ricadute a livello di sostenibilità economica e sociale.

  • Intendiamo sostenere il Commercio Equo e Solidale, nostra radice culturale e operativa, per una equa retribuzione del lavoro e valide possibilità di sviluppo dei Paesi dei Sud del Mondo.
  • Vogliamo valorizzare i prodotti locali che rispondono a criteri etici (di cooperative sociali, biologici ecc.) per creare occupazione, legami e ridurre l’impatto ambientale.
  • Questo progetto intende valorizzare i prodotti e servizi ecologici per ridurre l’inquinamento e mantenere le risorse per le generazioni future.
  • Supporteremo concretamente la finanza etica, attraverso uno “sportello”, per permettere, con i nostri risparmi, di sostenere chi lavora a favore e nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente.
  • Intendiamo promuovere una cultura dell’usato come percorso per una sostenibilità economica ed ambientale, dando il giusto valore alle cose in contrapposizione all’“usa e getta”.
  • Ricordiamo Ken Saro Wiwa per non perdere il legame intimo con la pace, con l’arte e con la lotta per mantenere le proprie radici, che sono alcune delle cose che rendono la vita degna di esser vissuta. Ken Saro Wiwa, poeta Nigeriano, non-violento, nobel alternativo per la pace, è stato ucciso dal governo militare nigeriano il 10 novembre 1995 insieme ad altri otto attivisti per il loro impegno pacifico per difendere la propria gente, gli Ogoni, dalla distruzione del proprio ambiente, e per rivendicare l'autodeterminazione delle proprie risorse, reclamando i diritti di tutte le genti del delta del Niger.
  • Riteniamo fondamentale che Casa Wiwa sia un luogo dove si propongono anche attività nelle scuole, serate, una sala lettura, incontri e mostre permanenti, libri, riviste ecc., ma soprattutto immaginare rapporti significativi con le persone.


La chiamiamo casa infine perché vogliamo che sia accogliente, che parli del quotidiano e delle scelte che possono fare le famiglie comuni, anche una tantum, come i mobili e l’arredamento; per questo i locali (400 mq.) sono arredati come stanze di una “casa solidale” (camera da letto, bimbi, libreria, cucina, dispensa)

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Novembre 2008 12:19 )