Nonna Felicita e i Canguri
"Raccontaci di quando sei andata in Australia" chiesero i nipotini
Nonna Felicita era seduta sulla sua poltrona, con lo sguardo un po' lontano, ricordava, o come direbbero gli aborigeni sognava.
"Secondo voi va più veloce un animale leggero o uno pesante?" "Uno leggero" risposero in coro, anche se Giona, l'intellettuale del gruppetto, era certo che ci fosse un trucco, perché anche i muscoli pesano e certamente più del grasso.
"Vedete, in Australia ho conosciuto i canguri, se fossi stata Darwin mi sarei stupita che fossero ancora tutti vivi e non sterminati dai dingo. Avrebbero dovuto sopravvivere le canguresse senza marsupio perché certamente più veloci di quelle marsupiate. Sopravvissute loro avrebbero dovuto riprodursi solo quelle senza l'ingombrante sacca e il marsupio essere considerato tutt'al più una malattia"
"eh già" disse Ciro, il coraggioso, immaginandosi di essere il più forte di tutti.
Diana, la pragamtica della compagnia, si mise a zompettare per la stanza prima senza niente e poi con uno zaino sulla pancia. Convenne che era più facile muoversi senza niente.
"Le canguresse mi hanno insegnato che non sempre vince il più forte, ma anche chi si prende cura degli altri e che non sempre si vince da soli, anzi quasi mai."
I tre bambini si presero per mano e saltando, un po'cadendo e un po' ridendo uscirono di casa per andare a giocare in giardino