La pietra scartata

Il centro di lavoro protetto
“La Pietra Scartata”, è primariamente luogo di accoglienza e condivisione attraverso il lavoro, un lavoro che consiste nella trasformazione e commercializzazione di “prodotti biologici”; un lavoro svolto insieme agli “ultimi”, alle “pietre” normalmente scartate dal mondo del lavoro. Oggi lavorano all’interno del laboratorio 35 persone circa, di cui 20 accolti a causa del loro disagio psichico o fisico, un’équipe di 10 operatori con diverse funzioni di responsabilità, alcuni ragazzi dimessi dal carcere con forme alternative, ragazzi che stanno svolgendo il programma terapeutico di recupero dalla tossicodipendenza e, periodicamente, gruppi di giovani che desiderano sperimentare la ricchezza della diversità nella condivisione sul lavoro. Proprio questa eterogeneità di presenze e questo intreccio di relazioni sono la forza e la risorsa principale della Pietra Scartata. La Pietra Scartata è anche proposta economica in alternativa a quella assurda attuale in cui per la logica del profitto tutto è ammesso, giustificato, sacrificato e comunque accettato. Vuole essere proposta alternativa allo strapotere delle multinazionali che spesso ci obbligano nei gusti, nelle mode, nei prezzi. Sono consapevoli delle difficoltà di questo progetto, ma allo stesso tempo testimoni, nel corso degli anni, della sua fattibilità. Per questo sono orgogliosi di essere “sopravvissuti” malgrado l’arrivo di grossi gruppi economici di cui noi non possono che essere “piccola pietra di inciampo”, nella fiducia che, lavorando per una società migliore e più giusta, si riesca sempre a vivere di questo lavoro. Ciò necessita un continuo impegno affinché quanto raggiunto possa radicarsi nel tempo per essere speranza viva di chi non ha speranza.Ogni giorno operatori, tecnici qualificati e persone con vari disagi, lavorano insieme aiutandosi. Questa realtà fa parte della cooperativa sociale “La Fraternità”, espressione dell’Associazione Comunità "Papa Giovanni XXIII", che da anni s’impegna nel vasto ambiente dell'emarginazione e della povertà, attraverso la condivisione diretta e nell’impegno a rimuovere le cause che creano l’ingiustizia, con un’azione non violenta.
Il marchio
“La Madre Terra” è il marchio commerciale dei prodotti del laboratorio, presente sul mercato da oltre 25 anni. È un marchio ormai affermato che oltre ad identificare prodotti biologici di alta qualità, porta sul mercato l’impegno di quanti, diversamente abili e non, hanno ritrovato la propria dignità proprio attraverso il lavoro. La scelta di lavorare “Biologico” nasce anch’essa dal desiderio di realizzare “cieli nuovi e terra nuova”, tenendo conto appunto che il Creatore dell’uomo è anche quello dell’ambiente in cui l’uomo vive e che entrambi gli sono cari.
I prodotti
Le Creme Vegetali, subito pronte per condire paste o risotti, per preparare gustosi crostini o per dare un tocco in più alla carne lessata.
Sott'Olio, Ortaggi lavorati appena colti e invasettati con olio e.v. d'oliva per un contorno gustoso sempre pronto.
L'Aceto e l'Olio e.v. d'Oliva, Dal Parco Nazionale del Gargano
Confetture e Marmellate
Frutta da Bere e da Mangiare
prodotti artigianali da forno, dalla tradizione del forno marchigiano e dall'antico grano senatore Cappelli
Farine: dai cereali coltivati con cura dai soci
Cereali e Legumi, provenienti prevalentemente da coltivazioni del territorio italiano
La Pasta trafilata a bronzo, ottenuta dall'antica tradizione pastaia abruzzese, dalla macinazione dei migliori grani duri e da un'accurata lavorazione artigianale.
Il Pomodoro e il Pestello: passata ottenuta con metodo casalingo e da pomodori di sola origine italiana
































So che potreste confondervi con le note palline da appendere all'albero di Natale, queste però son di feltro proveniente da lana riciclata e hanno all'interno sapone autoprodotto. Uno stile inconfondibilmente decrescente, per un Natale sotto la doccia. In effetti potreste appenderle prima di usarle, profumandole con chiodi di garofano, lavanda (che vi offriamo sfusa) o altri aromi semplicemente immergendole nell'apposito infuso.
Nonna Felicita era davanti ad un cumulo di farina; lentamente aggiungeva acqua, stava preparando la pasta sfoglia, da un altro lato aveva il burro che avrebbe mescolato con altra farina per fare lo strato interno. Un pizzico di sale, qualche ora di lavoro e sarebbe stata pronta per una sfoglia buonissima. Volevo approfittarne per fare un paragone con lo Sviluppo Sostenibilie: "Nonna, la ricetta della sfoglia si adatta perfettamente al concetto di sviluppo sostenibile: l'acqua è l'ambiente, la farina è la società, il burro è l'economia; devi curare tutto attentamente, impastare, piegare e ripiegare per far venire un'ottima pasta. Il sale infine è l'amore che metti nel fare le cose!". Mi sentivo un grande saggio, e con un fare da gattone mi aspettavo i complimenti della nonna.
"Non capisco questa cosa del PIL e della crescita " mi ha chiesto un giorno Nonna Felicita, "Il Prodotto Interno Lordo (PIL, in inglese gross domestic product o GDP) è una grandezza aggregata macroeconomica che esprime il valore complessivo dei beni e servizi prodotti all'interno di un Paese in un certo intervallo di tempo, solitamente l'anno, e destinati ad usi finali" ho risposto, sentendomi una wikipedia ambulante. "In soldoni è la misura della nuova ricchezza prodotta; quando vuoi vedere se un ragazzino cresce la prima cosa che fai è vedere quanto pesa" ho aggiunto prevenendo la richiesta di semplificazione di Nonna.
Carissimi,








